11.2.12

Italia-Inghilterra (Rugby)

Partita ricca di emozioni che comunque termina con una sconfitta dell'Italia. Nonostante la neve si gioca all'Olimpico di Roma, gli spettatori sono circa 70'000, di cui 10'000 Inglesi. Al 34° infortunio di Castrogiovanni, colpito al costato, sostituito da Cittadini. La partita inizia male per l'Italia che subisce 6 punti da calcio di punizione, al 36° il punteggio è 0-6. Dal 38° c'è la svolta per gli azzurri, una meta da parte di Venditti e un'altra realizzata da Benvenuti, Burton realizza solo il secondo calcio. Alla fine del primo tempo l'Italia è in vantaggio di due punti, 12-10. Discutibile la mancata ammonizione sui due falli subiti da Parisse all'inizio del secondo tempo, solo richiamo e punizioni, una trasformata. Al 49° errore di Masi che viene punito dagli Inglesi, la meta viene realizzata e gli Inglesi si riportano in scia, 15-13. Vantaggio inglese con un calcio di punizione, che viene ribadito con un altro calcio e sancisce il punteggio finale. Il titolo ''Man of the Match'', ovvero il miglior giocatore della partita, viene conferito a Parisse. Il risultato non premia pienamente l'Italia, che ha concesso troppo nel secondo tempo a una squadra che, da detentrice del titolo, ne ha subito approfittato.

Serie A 2011/2012, 23a giornata: Udinese-Milan

Si gioca nell'anticipo delle 18.00 del Sabato il big-match tra terza e seconda in classifica, Udinese e Milan. Qui allo stadio Friuli di Udine c'era solo il freddo a poter impedire che l'incontro si giocasse, ma alla fine si è giocato eccome e c'è stato molto spettacolo. Nel primo tempo sicuramente meglio i padroni di casa, mentre il Milan sembra faticare a costruire gioco pericoloso, si sente infatti la pesante assenza di Zlatan Ibrahimovic, che oggi sconta la prima giornata di squalifica delle tre decise dal giudice sportivo. Ci prova subito Isla, ma il suo tiro è di poco alto. E' al 19' che si sblocca la gara: Gelson Fernandes duetta con Totò Di Natale, il capitano dei friulani prova la conclusione di mancino, deviata da Thiago Silva, il pallone prende una strana traiettoria che beffa Amelia ed entra in rete. Vantaggio Udinese, 1-0 meritato per la squadra di Guidolin, che è sempre pericolosissima quando riparte in contropiede, con la velocità di Armero ed Isla ed il solito Di Natale. E' ancora Mauricio Isla ad impegnare Amelia, che sarà nella ripresa uno dei grandi interpreti della partita. Un altro contropiede insidioso dei bianconeri si conclude con Di Natale che però cerca un pallonetto piuttosto improbabile invece che l'assist in mezzo. Dall'altra parte il Milan ci prova solo con un tiro velleitario di Clarence Seedorf, quasi di frustrazione, e con il tentativo di Philippe Mexes, ma blocca in due tempi Samir Handanovic. Nel finale di tempo svarione difensivo della retroguardia casalinga, ma El Shaarawi non riesce ad approfittarne per un recupero in extremis. Nel secondo tempo il Milan si scuote, anche se l'Udinese rappresenta comunque un problema nella ripartenza. Ci prova subito Antonio Nocerino, che prova di testa dopo un tiro deviato di Emanuelson ma non inquadra lo specchio della porta avversaria. Si fa male Isla al ginocchio, ed esce molto dolorante in barella. Speriamo non sia nulla di grave, ma le immagini non garantiscono niente. Al 62' capitan Di Natale serve in contropiede Armero, ma il colombiano dorme clamorosamente e si fa soffiare il pallone all'ultimo da Massimo Ambrosini, anche oggi leader della squadra. I rossoneri, d'altro canto, non creano grandi palle-gol, e allora l'Udinese ne ha due in nel giro di un minuto: al 74' ennesimo contropiede friulano, questa volta è Domizzi ad approfittarne arrivando in area di rigore, potrebbe tentare di servire Di Natale (in procinto di lasciare il campo per Floro Flores) ma invece cerca la gloria personale di punta, ma è strepitoso Amelia a salvare in corner. Sul seguente calcio d'angolo pallone ribattuto dall'uscita di Amelia, si coordina splendidamente al volo Danilo, ma è ancora superlativo l'ex portiere del Genoa a strappare la sfera dall'incrocio dei pali. Saranno proprio dei contropiedi, però, a portare alla rimonta ospite; al 77' il Milan riparte velocemente con un lancio sulla sinistra per El Shaarawi, l'ex centravanti del Padova rientra sul destro, cerca un insidioso tiro-cross sul quale Handanovic smanaccia male, arriva Maxi Lopez entrato da pochi minuti e non può sbagliare il tap-in del pari. E' il primo gol in rossonero per Maxi Lopez, che aveva già giocato altri tre spezzoni di partita tra campionato e Coppa Italia. Questo centro da la scossa alla squadra di Allegri, che subito dopo ha un'altra clamorosa occasione con la difesa avversaria allo sbando: altro contropiede con Lopez che lancia El Shaarawi, sembra in vantaggio il difensore che però si addormenta, l'attaccante ruba palla ma non riesce a concludere per il tocco di Handanovic in uscita, grande confusione, arriva Robinho che però nel tiro è disturbato dal piede del compagno, la palla si impenna, prende una traiettoria strana e alla fine è Danilo a raccogliere di petto sulla linea e rinviare la palla. A questo punto la formazione di casa prova a riprendersi, prima con un calcio di punizione di Domizzi (sul quale Guidolin si sarà pentito di aver tolto Di Natale) e poi con un pericoloso tentativo di Pablo Armero, ma è ancora bravissimo Amelia a respingere con i pugni. L'Udinese si scopre però troppo e viene punita da un cinico Milan, che trova addirittura l'1-2: altra ripartenza letale con Maxi Lopez che scatta sul filo del fuorigioco, arriva sul fondo, serve Stephan El Shaarawi che anticipa sul primo palo e segna la sua seconda rete in Serie A (aveva segnato anche all'andata a San Siro ai bianconeri). Intesa perfetta, basti pensare il numero di opportunità create, tra l'ex centravanti argentino del Catania ed il Piccolo Faraone. Tocca Handanovic, ma non può evitare il gol del Milan, come invece avrebbe potuto fare in occasione del pareggio. Nel finale si sforza l'Udinese ma è troppo tardi, c'è tempo solo per l'ennesimo intervento decisivo del portiere sul tiro al volo di Abdi. Finisce quindi 1-2 per il Milan, impresa dei rossoneri nell'ultimo quarto d'ora. Ora la squadra di Allegri è prima in classifica a +2 sulla Juventus, che però ha due partite da recuperare in casa di Parma e Bologna. E Maxi Lopez ora reclamerà un posto da titolare, in un quarto d'ora un gol e un assist decisivi, al posto di un deludente e spento Robinho.

Premier League: giornata 25

Ecco il programma delle partite della venticinquesima giornata della Premier League (Inghilterra).

- Manchester United-Liverpool 2-1 (47' e 50' Rooney, 80' Suarez)
- Blackburn-Queens Park R. 3-2 (15' Yakubu (B), 23' Nzonzi (B), 45' Onuoha aut. (B), 71' e 90' Mackie)
- Bolton-Wigan 1-2 (43' Caldwell (W), 67' Davies (B), 76' McArthur)
- Everton-Chelsea 2-0 (5' Pienaar, 71' Stracqualursi)
- Fulham-Stoke City 2-1 (16' Pogrebnyak (F), 28' Sorensen aut. (F), 78' Shawcross)
- Sunderland-Arsenal 1-2 (70' McClean (S), 75' Ramsey, 90' Henry)
- Swansea-Norwich 2-3 (23' e 87' rig. Graham (S), 47' e 63' Holt, 51' Pilkington)
- Tottenham-Newcastle 5-0 (4' Assou-Ekotto, 6' e 20' Saha, 34' Kranjcar, 65' Adebayor)
- Wolverhampton-West Bromwich 1-5 (35', 78' e 88' Odemwingie, 45' Fletcher (Wo), 65' Olsson, 85' Andrews)
- Aston Villa-Manchester City 0-1 (63' Lescott)

Nel derby d'Inghilterra lo United vince 2-1 contro il Liverpool: nei primi minuti della ripresa terrificante doppietta di Wayne Rooney, a 10' dal termine accorcia Luis Suarez, il quale durante le strette di mano ha rifiutato quella tesa di Evra che, ricorderete, mesi fa aveva subito 7 insulti razzisti dall'uruguaiano, che si è anche in questa occasione comportato malissimo. Il Blackburn batte 3-2 il Q.P.R, pur addormentandosi: sul triplo vantaggio la doppietta di Mackie non rovina la festa casalinga. Il Wigan espugna 1-2 il campo del Bolton, mentre il Chelsea cade ancora sotto i colpi dell'Everton: finisce 2-0, a segno Pienaar e Stracqualursi. Il Fulham batte 2-1 lo Stoke, che accorcia nel finale con Shawcross, ma non basta. Strepitosa rimonta dell'Arsenal in casa del Sunderland, che passa con McClean a 20' dalla fine, ma Ramsey appena entrato e Henry nel finale fissano l'1-2. Lascia così definitivamente la maglia dell'Arsenal il francese. Sfida di doppiette tra Holt e Graham in Swansea-Norwich, ma finisce 2-3. Travolgente il Tottenham, che demolisce 5-0 il Newcastle: doppietta di Saha, reti di Assou-Ekotto, Kranjcar e Adebayor. Super West Brom Albion in casa del Wolverhampton, vittoria per 1-5: tre volte ha colpito Odemwingie. Il Man. City tiene il passo vincendo 0-1 in casa dei "Villans", decide Lescott nella ripresa.

Liga: giornata 23

Ecco il programma delle partite della ventitreesima giornata della Liga (Spagna).

- Racing Santander-Atletico Madrid 0-0
- Osasuna-Barcellona 3-2 (5' e 22' Lekic (O), 51' Sanchez (B), 56' Raul Garcia (O), 73' Tello)
- Real Betis-Athletic Bilbao 2-1 (10' Martin (R), 22' Martinez (A), 90' Nelson)
- Espanyol-Saragozza 0-2 (55' Silva, 90' Carlos)
- Malaga-Maiorca 3-1 (4' Pereira (Mai), 11' Fernandez, 55' Toulalan, 69' Rondon)
- Rayo-Getafe 2-0 (34' Michu, 64' Costa)
- Valencia-Sporting Gijon 4-0 (33' Feghouli, 72' Botia aut., 90' e 90'+2 Jonas)
- Villareal-Granada 3-1 (16' Ruben (V), 50' Lopez (G), 64' Borja Valero, 73' Cesar aut.)
- Real Madrid-Levante 4-2 (5' Cabral (L), 45' rig., 50' e 57' Ronaldo, 63' Kone (L), 66' Benzema)
- Real Sociedad-Siviglia 2-0 (65' Vela, 69' Pardo)

E' solo 0-0 tra Racing Santander e Atletico Madrid. Un Barça sprecone, sfortunato e generoso di regali crolla clamorosamente in casa dell'Osasuna, 3-2: la doppietta di Lekic per i padroni di casa nel primo tempo, nel secondo gli ospiti si svegliano, accorciano con Sanchez. La follia di Victor Valdez regala il raddoppio agli avversari con Garcia, ma Tello segna il suo secondo gol consecutivo che non basterà anche per una serie sfortunata di fattori. Il Betis batte 2-1 l'Athletic Bilbao, che pareggia con Martinez (poi espulso) la rete di Martin. Nel finale decide Nelson. Il Saragozza espugna il campo dell'Espanyol, 0-2. Il Malaga rimonta il Maiorca e vince 3-1, decisivi Fernandez, Toulalan e Rondon che ribaltano il gol iniziale di Pereira. Tre punti anche per il Rayo contro il Getafe, finisce 2-0. Il Valencia asfalta 4-0 il Gijon, doppietta di Jonas nel recupero. Vince anche il Villareal, 3-1 sul Granada. Il Real Madrid allunga addirittura a +10, 4-2 al Levante: come al solito nelle ultime partite i padroni di casa vanno sotto, poi arriva la maxi-rimonta con tripletta di C. Ronaldo e sigillo finale di Karim Benzema, dopo la rete di Kone. La Real Sociedad batte 2-0 il Siviglia, in due minuti segnano Vela e Pardo.

Parla Maradona: "Pelé ritorni al museo!" e molto altro...

In un periodo così gelido, non poteva che arrivare l'ennesima bufera di polemiche tra il "Pibe de Oro" Diego Armando Maradona e "O Rei" Edson Arantes do Nascimento (Pelé), ma Diego, non contento, tira in ballo un po' tutti e li attacca a fucile spianato.
L'ex campione del Napoli e della nazionale argentina ha attaccato il rivale storico, il brasiliano Pelé: "Deve parlare per forza male di qualcuno se vuole che lo paghino. Sarebbe meglio che se ne tornasse al museo o si facesse dare la pillola giusta. Si fa vedere solo per le premiazioni, non lavora da vent'anni e per fare il politico ha bisogno di un calcio nel culo che lo faccia arrivare fino alla Fifa. Per questo preferirei bere una birra con Ronaldo che con lui".
Insomma Maradona non ci va per niente leggero, come al suo solito, e paragona Pelé ad un vecchio dinosauro, anche questa cosa non nuova. Poi lo invita a darsi maggiormente da fare e a cercarsi un'occupazione vera invece di buttare fango su altre persone ammettendo di preferirgli Ronaldo.
Il Ct della squadra araba dell'Al Wasl confessa poi che gli piacerebbe, e non poco, tornare nel "suo" Boca Juniors per allenarlo: "Credo che succederà. Magari quando avrò finito qui a Dubai, quando Falcioni (attuale allenatore del Boca) andrà via e quando si faranno da parte tutti quei dirigenti che non capiscono assolutamente nulla di calcio". Maradona approfitta dell'argomento e interviene anche sull'ostracismo generale che i grandi dirigenti del calcio argentino nutrono nei suoi confronti: "In Argentina mi hanno chiuso le porte in un modo incredibile ma non è una novità. Sapevo da tanto tempo che se non sei in buoni rapporti con i dirigenti o con i presidenti non ti fanno entrare nei club. Tutti lo sanno, ma fanno finta di essere stupidi. Per questo sostengo di essere un esiliato sportivo e se sono qui negli Emirati è solo perché qui mi guadagno il pane".
Diego ricorda poi la paradossale situazione che sta vivendo il suo pupillo Carlitos Tevez, separato in casa nel City: "E' chiaro che mi dispiace per quello che è successo, conosco bene Carlos sia come ragazzo che come giocatore e perderlo per una lite stupida con un allenatore mi sembra una grande ingiustizia. Conosco benissimo anche Roberto Mancini, era un bambino viziato già alla Sampdoria e poi all'Inter. Oggi lo è ancora, ma al City. Bisogna avere un certo tatto con i giocatori e capire quando è il momento di mandarli in campo oppure no. Il problema è che se cedono Carlitos ne devono prendere un altro". Nei Citizens gioca però anche il genero di Maradona, Aguero: "Il Kun fa la differenza, anche in una squadra in cui il giocatore che e' stato pagato meno costa tantissimo. Sapere quando costa l'ultima riserva del Manchester City e' una cosa che ti mette i brividi...". Ricapitolando, quindi, ancora una volta un Maradona molto arrabbiato con i suoi nemici storici, più Mancini, accusato di essere un viziato, di non aver capito il comportamento di Tevez e averlo messo fuori squadra.

Bundesliga: giornata 21

Ecco il programma delle partite della ventunesima giornata della Bundesliga (Germania).

- Wolfsburg-Friburgo 3-2 (5' e 61' Jiracek (W), 12' Flum (F), 14' Schafer (W), 38' Caligiuri)
- Bayern Monaco-Kaiserslautern 2-0 (6' Gomez, 30' Muller)
- Borussia Dortmund-Bayer Leverkusen 1-0 (45' Kagawa)
- Mainz-Hannover 1-1 (7' Zidan (M), 90' Sobiech)
- Stoccarda-Herta Berlino 5-0 (25' Ibisevic, 28' e 41' Harnik, 32' Okazaki, 59' Kobiashvili aut.)
- Werder Brema-Hoffenheim 1-1 (4' Vestergaard (H), 90' Arnautovic)
- Borussia Monchengladbach-Schalke 04 3-0 (2' Reus, 15' Hanke, 32' Arango)
- Augsburg-Norimberga 0-0
- Colonia-Amburgo 0-1 (88' Guerrero)

Trionfa il Wolfsburg contro il Friburgo, che pareggia due volte con Flum e Caligiuri le reti di Jiracek e Schafer, ma sarà proprio Jiracek con la sua doppietta a firmare il 3-2 finale. Il Bayern supera 2-0 il Kaiserslautern, segnano Mario Gomez e Thomas Muller. Tiene il passo anche il Borussia Dortmund, che batte 1-0 il Leverkusen grazie a Kagawa. E' 1-1 tra Mainz e Hannover, ma anche tra Werder Brema e Hoffenheim: in entrambi i casi il pareggio è arrivato nei minuti terminali del match. Uno Stoccarda devastante spazza via 5-0 l'Herta, tra tutti si distingue Harnik con una doppietta. Un grandissimo Borussia M. batte 3-0 lo Shalke, nella prima mezz'ora segnano il solito Reus, Hanke e Arango su calcio di punizione. Augsburg-Norimberga termina senza reti, solo 0-0. L'Amburgo espugna il campo del Colonia 0-1, segna El Barbaro Guerrero.

Il programma e i risultati della 23a giornata di Serie A 2011/2012

Ecco a voi il programma e i risultati della 23a giornata di Serie A.

- Giovedì 9/2/12
Ore 20.45
Lazio-Cesena 3-2 (14' Mutu (C), 35' Iaquinta rig. (C), 53' Hernanes, 61' Lulic, 63' Kozak)
- Sabato 11/2/12
Ore 18.00
Udinese-Milan 1-2 (19' Di Natale (U), 77' Maxi Lopez, 85' El Shaarawi)
Ore 20.45
Cagliari-Palermo 2-1 (56' Pinilla (C), 81' Dessena (C), 83' Hernandez rig.)
- Domenica 12/2/12
Ore 15.00
Atalanta-Lecce 0-0
Catania-Genoa 4-0 (7' Lodi rig., 49' e 52' Barrientos, 62' Bergessio)
Inter-Novara 0-1 (56' Caracciolo)
Parma-Fiorentina - rinviata (causa neve)
Ore 20.45
Bologna-Juventus - rinviata (causa neve)
- Lunedì 13/2/12
Ore 20.45
Napoli-Chievo 2-0 (15' Britos, 38' Cavani rig.)
Siena-Roma 1-0 (51' Calaiò rig.)

Cliccate sui risultati evidenziati delle partite per la cronaca.

L'impresa della Lazio nell'anticipo del Giovedì, batte 3-2 il Cesena in rimonta: nel primo tempo si era messa male per gli uomini di Reja, sotto 0-2 in casa grazie a Mutu e Iaquinta su rigore, con un uomo in meno per l'espulsione di Konko in occasione del penalty. Ma nella ripresa ci pensano Hernanes, Lulic e Kozak a ribaltare tutto nel giro di 10 minuti. E' ufficiale nel Sabato: rinviate Parma-Fiorentina e Bologna-Juventus. Il Milan compie una grandissima rimonta in casa dell'Udinese, che passa in vantaggio con Totò Di Natale grazie ad una deviazione di Thiago Silva. Nel quarto d'ora finale i rossoneri pareggiano con Maxi Lopez, che poi troverà l'assist all'1-2 di Stephan El Shaarawi. I milanisti sono a +2 sulla Juve, che però ha due partite in meno. Il Cagliari batte di misura il Palermo, 2-1: apre il gol dell'ex di Pinilla, raddoppia Dessena ma subito dopo accorcia Abel Hernandez su rigore. Solo uno 0-0 tra Atalanta e Lecce, mentre è travolgente il Catania contro il Genoa: altra prestazione deleteria in difesa per i rossoblu, che incassano un netto 4-0. Apre Lodi su calcio di rigore, nella ripresa doppietta di Barrientos e sigillo finale di Bergessio. Clamoroso a San Siro: l'Inter perde in casa 0-1 contro il Novara ultimo in classifica, decide la solita bestia nera dei nerazzurri, Andrea Caracciolo. Due sono i posticipi del Lunedì sera: il Napoli riesce finalmente a battere il Chievo e lo fa 2-0, primo gol con questa maglia per Britos e raddoppio su rigore di Matador Cavani. Trionfa anche il Siena contro la Roma, che continua la sua serie di alti e bassi: decisivo Emanuele Calaiò dal dischetto per l'1-0 finale.

La neve continua a non risparmiare l'Italia


Nelle ultime settimane le precipitazioni nevose hanno messo a prova il calcio italiano. La Serie A e la Serie B sono state più volte state costrette ad ospitare un numero minore di quello regolare di partite. Anche per questo week-end si sono presi dei provvedimenti, e se guardiamo la classifica noteremo che è molto difficile trarre delle conclusioni, poiché ogni squadra ha un numero diverso sulla casella "giocate". Nella mattinata del Sabato sono state due le decisioni che hanno mandato al rinvio altrettante partite della nostra massima serie calcistica. Stiamo parlando di Parma-Fiorentina (in programma Domenica alle ore 15.00) e di Bologna-Juventus (che si sarebbe dovuta giocare sempre Domenica nel posticipo delle 20.45). Le rispettive decisioni sono state ufficializzate. Era già successo che lo stadio Tardini di Parma e Dall'Ara di Bologna non fossero adatti ad ospitare il match in programma, e la curiosità è questa: a risentirne, oltre alle due squadre casalinghe, sono state sempre Juve e Fiorentina, poiché se adesso gli incontri rinviati sono Parma-Fiorentina e Bologna-Juventus qualche tempo fa erano Parma-Juventus e Bologna-Fiorentina, nel turno infrasettimanale della 21a giornata. La capolista, quindi, si ritroverà al termine di questo turno di campionato (il ventitreesimo) con due partite in meno. Il Milan, che sarà ospitato dall'Udinese, avrà la ghiotta possibilità di scavalcare i bianconeri, seppur con due partite in più. Se neanche oggi i rossoneri riusciranno a saltare la squadra di Conte, allora potrebbe verificarsi una svolta nella lotta al tricolore, con la Juve avanti di un punto e con due gare in meno da recuperare. Le date dei recuperi naturalmente non sono ancora state decise, mentre sono due le partite della serie cadetta (Serie B) che sono anch'esse state rinviate: Pescara-Juve Stabia e Modena-Padova.

10.2.12

Coppa Italia 2011/2012, partite d'andata semifinali: Siena-Napoli

E' la seconda semifinale d'andata di questa edizione della Coppa Italia. Il Siena assapora l'eventuale profumo di una finale che nella storia non ha mai visto protagonisti i toscani. Addirittura le semifinali sono un traguardo storico, ma lo erano anche i quarti di finale. Esatto, poiché i bianconeri non avevano mai superato gli ottavi nella loro storia, e in un colpo solo sono arrivati alle semifinali. Dall'altra parte il Napoli non vince la competizione dal 1987, e vorrebbe tanto tornare a farlo dopo aver eliminato Cesena e Inter. I tifosi senesi non sono comunque in moltissimi a sostenere la squadra, che ha la prima occasione con Bogdani, che costringe De Santics ad un uscita rischiosa. Il Napoli comincia a farsi vedere con Cavani, che impegna Farelli in calcio d'angolo. Subito dopo ci prova ancora Walter Gargano, la risposta del portiere e Hamsik che sciupa tutto. Errore di Hugo Campagnaro (poi peggiore in campo), che manda in porta Reginaldo ma rimedia commettendo fallo al limite dell'area: solo calcio di punizione, sul quale ci prova D'Agostino ma trova la deviazione della barriera. Rispondono i partenopei con il duetto Pandev-Hamsik, al limite dell'area il macedone prova a sorprendere Farelli che però riesce a salvarsi. Poco dopo la deviazione di Contini favorisce ancora Goran Pandev, ma anche questa volta è attento il portiere senese. Dall'altra parte la squadra di Sannino riesce con buona efficacia a contenere gli attacchi napoletani e a volte riesce pure a farsi vedere in avanti. La prima vera ripartenza della formazione di Mazzarri arriva grazie ad un errore di D'Agostino: Cavani tocca per Pandev, ma il suo cross per Marek Hamsik non porta a nulla di buono. Risponde quindi il Siena, che al 42' segna l'1-0: grande assist di Bogdani, l'ex centravanti del Cesena imbuca perfettamente Reginaldo, che si inserisce alle spalle di un sorpreso e bruciato Campagnaro, salta il portiere ed insacca in rete. Il Napoli prova subito a pareggiare con Edinson Cavani, ma è miracoloso Farelli su di lui; segnalata comunque posizione irregolare dell'ex attaccante del Palermo, anche se non c'era. Finisce così il primo tempo, Siena cinico, Napoli deludente e sotto le aspettative. Nella ripresa il Napoli inizia con grande foga offensiva, ma i primi pericoli sono per la porta difesa da Morgan De Santics: ci prova pericolosamente due volte Mannini, prima il suo destro finisce alto di poco, poi il suo tap-in a botta sicura viene salvato in extremis da un difensore ospite. Walter Mazzarri si gioca la carta Lavezzi per Totò Aronica: il Pocho sarà poi, a fine match, il migliore dei suoi. Si vede subito l'argentino, ma il suo tiro al volo su traversone di Juan Camilo Zuniga è di poco a lato. Altro errore, però, del Napoli che è fatale: Reginaldo prepara per il pallone in mezzo Rossi, il cross arriva ribattuto da Campagnaro, ma sulla seconda palla messa in area non c'è nessuno a difendere ed è tutto facile per Gaetano d'Agostino firmare il raddoppio. Entra anche Eduardo Vargas per Goran Pandev, e Napoli a trazione fortemente offensiva. I partenopei però non sono in giornata e si rendono pericolosi solo con le punizioni del solito Lavezzi, che non portano però al gol. Arriva una clamorosa palla-gol, comunque, per la squadra in svantaggio: ancora il solito Ezequiel Lavezzi dribbla da solo la difesa e impegna Farelli, sulla respinta arriva Matador Cavani, che di testa trova il salvataggio miracoloso di Belmonte sulla linea. Nel finale il Siena si chiude e subisce gli attacchi avversari. Chiede un rigore Cavani per fallo di mano di Contini, ma l'arbitro segnala un fallo in attacco dell'uruguaiano. E' adesso che arrivano le emozioni: sugli sviluppi di un corner El Matador trova il palo a negargli la rete, il direttore di gara fa giocare nonostante un fallo di Vargas su Brienza ed infine cross basso di Lavezzi sul quale è goffo Pesoli, che buca il proprio portiere con il più classico degli autogol. E' 2-1 all'86', la riapre il Napoli che ora ci vuole credere. Pesoli macchia una prestazione fino ad ora a dir poco strepitosa. Negli ultimi 5 minuti di gara e gli altri 5 di recupero la squadra del patron Aurelio De Laurentiis si riversa con il suo massimo sforzo in avanti, sfiorando il pari allo scadere. Il colpo di testa di Hugo Campagnaro, però, sbatte sulla traversa beffando gli ospiti. Finisce quindi 2-1 per i padroni di casa, che vincono soffrendo. Nonostante una sconfitta, il Napoli è sicuramente rinvigorito e ha buone possibilità al ritorno in casa, soprattutto grazie all'autorete che rimette tutto in gioco.

9.2.12

Capello, bye bye Inghilterra

La notizia ufficiale è arrivata ieri sera: Fabio Capello si dimette dall'incarico di ct della nazionale inglese. Senza troppi rimpianti, senza troppi indugi: questa mattina l'Inghilterra aveva già cambiato aria, già reclama un tecnico "Made in England". Nonostante molti giocatori abbiano chiaramente espresso le loro volontà su Twitter, infatti Rooney e Rio Ferdinand, ad esempio, hanno detto che ci vuole un allenatore inglese, di patria (non come l'italiano Capello), la vera ragione in realtà è un'altra, e riguarda la fascia di capitano di John Terry. Queste le parole del Primo ministro inglese: "Mi dispiace che Fabio se ne vada, era buono sia come tecnico che come persona. Ma ha sbagliato sulla questione Terry. Non può fare il capitano con quel punto di domanda che necessità di risposta". Infatti la federazione inglese aveva tolto anche con una certa veemenza la fascia di capitano al difensore e capitano dello stesso Chelsea, e a quanto pare questo non è piaciuto a Capello, che pretendeva di poter decidere lui, in qualità di commissario tecnico, a chi dovesse spettare la fascia. La Football Association, comunque, smentisce con le dichiarazioni del suo presidente, David Bernstein: "Fabio sapeva della nostra decisione, l'avevamo informato, ma poi ha ritrattato." Per chi non lo sapesse, l'accusa a John Terry è quella di insulti razzisti al fratello di Rio Ferdinand (le cui dichiarazioni di voler un tecnico inglese sono ben esplicite -non abbiamo bisogno di un altro "Lost in translation"-), Anton Ferdinand. Un altro giocatore dello United si è espresso sulla questione, stiamo parlando del fuoriclasse Wayne Rooney, che ha addirittura indirizzato la sua personale preferenza verso il successore a sua vista più adatto, Harry Redknapp, attualmente sulla panchina del Tottenham. Per il momento guiderà la rappresentativa inglese l'allenatore dell'Under 21, Stuart Pearce. Per finire, dirottiamo le nostre considerazioni verso Fabio Capello: la domanda che nasce spontanea è se il friulano troverà un'altra squadra da allenare, magari in Italia. Soprattutto il suo nome è stato accostato maggiormente all'Inter, ma ci ha pensato Massimo Moratti a smentire subito: "Ogni ipotesi di cambio allenatore adesso o a fine stagione è priva di fondamento, compresa l'ultima circolata, riguardo a Capello". Poi, si sa, nel calcio non si sa mai fino alla fine. Certo è che i tifosi non prenderebbero molto bene sulla panchina della propria squadra un uomo che quando sedeva sulla panchina della Juventus e anche ora continua a chiedere i due scudetti revocati, di cui uno assegnato all'Inter, considerandoli suoi di diritto perché vinti sul campo senza alcuna irregolarità. Certo è che la capacità di piacere ai tifosi non è mai interessata e mai lo sarà per lui...

Aumenta il fatturato dei top club europei: Real in testa, Milan 7°, Inter 8° e Juventus 13°. Entra il Napoli

Sul campo è meglio il Barça, ma il Real resta più ricco
A quanto pare la crisi nel calcio è piuttosto limitata, colpisce perlopiù i piccoli club, mentre lambisce soltanto lontanamente le grandi potenze mondiali (e di conseguenza europee) del pallone che continuano a crescere con guadagni abbastanza consistenti. Nella stagione 2010/2011 i 20 club più ricchi del mondo hanno aumentato i propri ricavi del 3%, toccando i 4,4 miliardi di €, alla faccia della crisi che sta colpendo duramente il Vecchio Continente. Il rapporto Football Money League 2012, pubblicato da Deloitte, inquadra bene la situazione e decreta la classifica dei primi 20 club a livello europeo. Al primo posto regge il Real Madrid (479,5 mln di €) che vede però assottigliarsi il divario dal Barcellona, che si avvicina sensibilmente (450,7 mln), mentre al terzo posto si piazza il Manchester Utd con 367 mln. Ai piedi del podio Bayern, Arsenal e Chelsea, seguiti al settimo posto dal Milan, prima italiana, con 235,1 mln (-3,7% rispetto all'anno precedente). In ottava posizione l'Inter con 221,4 mln (-6,2 %). La Juventus, in notevole calo, scende dal decimo al tredicesimo gradino (153, 9 mln e ricavi calati del 24,9%), ma si dovrebbe risollevare in questa stagione visti i risultati e il nuovo stadio. Al quindicesimo posto troviamo invece la Roma con 143,5 mln (+17%) e a concludere la graduatoria, in ventesima posizione, il Napoli con 114,9 mln e una crescita addirittura del 25%. Nelle prime 20 sono dunque 5 le squadre italiane, mentre sono 6 le inglesi, 3 le spagnole, 4 le tedesche e solo 2 le francesi. Le new entry in questa speciale classifica sono il Napoli, il Valencia e il Borussia Dortmund, mentre escono Atletico Madrid, Stoccarda e Aston Villa.

Segue la classifica:
1. Real Madrid 479,5 milioni di euro
2. Barcellona 450,7
3. Manchester United 367
4. Bayern Monaco, 321,4
5. Arsenal 251,1
6. Chelsea 249,8
7. Milan 235,1
8. Inter 221,4
9. Liverpool 203,3
10. Shalke 04 202,4
11. Tottenham 181
12. Manchester City 169,6
13. Juventus 153,9
14. Marsiglia 150,4
15. Roma 143,5
16. Borussia Dortmund 138,5
17. Lione 132,8
18. Amburgo 128,8
19. Valencia 116,8
20. Napoli 114,9

Superate le 30.000 visite!!!

Sono passati 15 mesi dall'apertura di questo blog, e dopo un periodo di inattività per alcuni problemi (Ottobre, Novembre e Dicembre 2011) stiamo tornando alla massima forma. Nonostante tutto siamo riusciti a riavere subito un buon impatto con le visite, cosa del tutto inaspettata poiché pensavamo di avere perso molti di voi con questi due-tre mesi di decaduta. Come primi 40 giorni di ripartenza abbiamo sicuramente superato le aspettative, anche grazie a voi: da qualche settimana abbiamo raggiunto e superato le 30.000 visite! Davvero niente male, ma non ci fermeremo qui, e speriamo che non lo farete neanche voi. Grazie e continuate a seguirci su Calcioedintorni!

Coppa Italia 2011/2012, partite d'andata semifinali: Milan-Juventus

E' solo il primo dei tre big-match in programma tra Febbraio e Marzo che vedranno impegnati questi due grandi club. La sfida scudetto si ripete inevitabilmente anche in Coppa Italia, ed è la sfida d'andata delle semifinali. Milan-Juventus si gioca a San Siro, stesso stadio dove Allegri e Conte si sfideranno il 25/2 nell'incontro che probabilmente sarà decisivo per l'assegnazione del tricolore. In bianconero esordiscono Martin Caceres (al ritorno) e Simone Padoin, colpo dell'ultimo giorno di mercato. Per il Milan c'è Ibra, che sarà costretto a tre giornate di squalifica, con le quali lo svedese (sempre che il ricorso non faccia l'effetto sperato) salterà la Juventus in campionato. Ma cominciamo. I bianconeri cominciano subito cercando di fare la partita, con verticalizzazioni verso la punta ex Marco Borriello, che riesce spesso ad addomesticare palloni difficili e far salire la squadra, e cercando gli esterni Caceres e Estigarribia. Il Milan non riesce ad andare oltre il possesso palla, e si sveglia dopo un quarto d'ora, quando il cambio di gioco di Bonera è perfetto per El Shaarawi, che dribbla Barzagli e però non inquadra la porta da posizione ravvicinata ma decentratissima. La formazione di casa comunque sembra faticare un po' più del previsto, mentre la Juve è sempre pericolosa nei contropiedi, ma nulla di fatto. I tiri di Seedorf da una parte e Estigarribia dall'altra non vanno a buon fine. Una delle occasioni migliori per gli ospiti è sul destro di Giaccherini, che da fuori area prova a sorprendere Amelia, ma l'ex portiere del Genoa è attento a deviare in angolo, messo in difficoltà anche da una deviazione. Nel finale di tempo ci prova ancora Estigarribia, che servito da Del Piero vince un rimpallo, ma poi sbaglia clamorosamente colpendo male di mancino. C'era anche Borriello tutto solo al centro che invocava il passaggio. Nella ripresa i rossoneri vogliono fare il match con il possesso palla, anche se la storia della partita non cambia, anzi al 53' è vantaggio ospite: lancio di Padoin per Borriello, il centravanti calcia col sinistro, Amelia respinge ma arriva Caceres, che non sbaglia il tap-in a porta vuota. Incredibile come il gol sia arrivato grazie ai tre nuovi acquisti, Martin Caceres torna alla Juve con una rete importantissima; aveva già segnato in bianconero nell'esperienza di due anni fa, anche lì all'esordio contro la Lazio in Serie A. La risposta milanista non si fa attendere, subito dopo Ibrahimovic calcia di potenza su punizione, ma è bravo Storari a ribattere. A questo punto la squadra di Allegri sa che perdere in casa sarebbe quasi auto-eliminarsi in vista del ritorno, e cerca con il massimo sforzo il pari, trovandolo al 62': la corsa di Antonini sulla sinistra, il terzino la tiene in campo crossandola per Ambrosini, che è molto altruista nell'assist di testa ad El Shaarawi, il Piccolo Faraone non può sbagliare di piatto da due metri e fa 1-1. Terzo centro in rossonero per lui ed in stagione, secondo in Coppa Italia dopo quello negli ottavi al Novara (era andato a segno anche in campionato con l'Udinese). E' normale che a questo punto i padroni di casa abbiano una spinta psicologica: infatti il Milan attacca e sembra più in palla del primo tempo, mentre la Juve appare un po' intimorita. Passa poco e la conclusione di Mark Van Bommel da fuori area viene deviata, arriva ad Ibra che prende la mira e batte Storari piazzandola. Ci pensa però l'arbitro a fermare tutto: rete annullata giustamente, poiché lo svedese si era aggiustato il pallone con il braccio. Passata la paura agli ospiti, c'è un'ultima occasione per i milanesi: ancora Ibra approfitta dello scivolone di Barzagli per avviarsi a tu per tu, ma è miracoloso Giorgio Chiellini in scivolata a salvare un gol fatto. Sale quindi in cattedra la Juve, con uno scatenato Giaccherini, che sfrutta i tantissimi spazi in contropiede ed è molto pericoloso con la sua velocità. Il neo-entrato Mirko Vucinic sfiora l'1-2: da buona posizione il montenegrino prova il piazzato ma è ottimo Amelia, sulla respinta Quagliarella anticipato in extremis da Ambrosini. Si susseguono altre situazioni pericolose, prima della rete del nuovo vantaggio della Juve: all'82' l'ennesima corsa di Emanuele Giaccherini sulla sinistra, l'ex Cesena mette il traversone allontanato di testa da Massimo Ambrosini, al limite dell'area c'è ancora Caceres, che stoppa, prende la mira e trafigge Amelia con un pallonetto di destro all'incrocio dei pali. E' l'1-2 bianconero, esordio pazzesco per Martin Caceres, difensore di professione, bomber quando serve. E' ormai tardi per il Milan, che ci prova con i subentrati Maxi Lopez e Robinho (che con Ibrahimovic e El Shaarawi formano il 4-2-4), ma non basta. Vince la Juventus, espugna il Meazza 1-2, decisiva l'inaspettata e clamorosa doppietta di Caceres. L'uruguaiano è arrivato a quota 3 gol con la Juve, e l'ultimo di questi ricorda tanto un mito che a fine stagione potrebbe lasciare Torino: Alex Del Piero. Il ritorno è davvero ostico per la squadra di Allegri, che il 21 Marzo affronterà i rivali allo Juventus Stadium.

Catania-Roma 1-1, non bastano 25' ai giallorossi

- Catania-Roma 1-1 (25' Legrottaglie (C), 29' De Rossi)

Si giocavano gli ultimi 25 minuti di Catania-Roma, partita che si sarebbe dovuta regolarmente disputare al Massimino nel diciottesimo turno di questa Serie A. In realtà quel giorno l'incontro non finì, infatti fu sospeso al 65'. Già nell'intervallo il nubifragio stava facendo pensare ad un eventuale rinvio, ma alla fine l'arbitro Tagliavento ha deciso di far disputare il secondo tempo. Sarà poi lo stesso direttore di gara, al minuto numero 20 della ripresa, a decidere (dopo aver constatato l'inagibilità del campo) che il match si concludesse sull'1-1 in anticipo. Esatto, perché nel primo tempo allora i padroni di casa avevano segnato con Nicola Legrottaglie, ma poco dopo ci aveva pensato Daniele De Rossi a pareggiare. La squadra di Luis Enrique aveva una grande opportunità, infatti voleva sfruttare al massimo i pochi minuti rimasti per provare a portare a casa i 3 punti, che avrebbero permesso di scavalcare l'Inter. Infatti i giallorossi partono subito fortissimo, con il piede sull'acceleratore per cercare subito di metterla dentro. Il Catania però non ci sta, ha anche una grande occasione sul mancino di Llama: la conclusione del giocatore ritrovato da Montella è pericolosissima e potente, Stekelemburg si supera in calcio d'angolo. In questo breve spezzone di gara ha la palla-gol della sua partita anche la Roma: grande azione corale che smarca Borini in area di rigore, il giovane centravanti prende la mira da buona posizione ma trova il miracolo straordinario di Kosicky, alla prima stagione nel nostro campionato. Alla fine non basta, finisce 1-1 con comunque un punticino che smuove la classifica, soprattutto per il Catania, che supera l'Atalanta e con ancora due partite da recuperare è lontana dalla zona retrocessione, ma anche per la Roma, che si avvicina pericolosamente all'Inter, a -1 dal quinto posto.

8.2.12

Contador sospeso per due anni dal Tas di Losanna

Il ciclista spagnolo Alberto Contador, già vincitore di 3 (meno 1 revocato ieri)  Tour de France e 2 (meno 1) Giri d'Italia (per limitarci solo ad una piccola parte del suo vastissimo palmares) è ancora una volta nell'occhio del ciclone, e, accusato di aver fatto uso di sostanze illecite (clenbuterolo), è stato condannato dal Tribunale dello Sport (Tas) di Losanna, in Svizzera, a due anni di stop. Il corridore non potrà partecipare alle corse per tutta la durata della squalifica e perde anche i successi proprio del Giro e del Tour, rispettivamente nelle edizioni 2011 e 2010. Il Giro 2011 viene dunque assegnato al secondo classificato Michele Scarponi, della Lampre, e il Tour 2010 al lussemburghese Andy Schleck. Lo scalatore spagnolo però non demorde e continua a sostenere la sua innocenza e l'ipotesi di un complotto ai suoi danni, con una bistecca contaminata servitagli durante la Grand Boucle del 2010. Insomma Contador si difende e dall'ostinatezza e la fierezza con cui lo fa si sta avvalorando non poco la tesi dell'iberico su un raggiro ordito alle sue spalle. Intanto si è acceso anche uno scontro diplomatico con gli spagnoli che parteggiano per il proprio paladino, mentre i francesi sostengono fermamente la sua colpevolezza.

 
Spazio ai commenti dei lettori! Fateci sapere la vostra sulla vicenda!

Dichiarazione bomba di Zamparini: A Palermo e Napoli arrivano gli sceicchi!

Zamparini, presidente del Palermo
Ormai gli sceicchi sauditi hanno colonizzato quasi tutto il mondo del calcio, acquisendo molte squadre di prestigio e non in giro per il globo, ma alla loro collezione manca l'Italia. Infatti dopo l'americano DiBenedetto che si è preso la Roma, ora anche i magnati del petrolio vogliono mettere le mani sulla Serie A e più precisamente sul Palermo, e perchè no, anche sul Napoli, le due squadre più rappresentative del Sud d'Italia.
Gli sceicchi avevano già incontrato il presidentissimo dei rosaneri Maurizio Zamparini un po' di tempo fa (forse qualcuno di voi se lo ricorda, per chi non lo rammenta cliccate qui), ma ora paiono veramente voler fare sul serio è la trattativa è già ben avviata. I principi arabi avrebbero proposto l'affare al presidente dei partenopei Aurelio De Laurentis.
Il vulcanico Zamparini commenta così queste voci a Radio Kiss Kiss: "Gli sceicchi vogliono il Palermo ed il Napoli? Vorrà dire che faremo Qatar contro Dubai! Sì, c'è un forte interesse da parte degli sceicchi nei confronti del calcio italiano. E, visto il forte interesse, conoscono sicuramente anche Aurelio De Laurentiis. Sarebbe bello se entrassero in queste due società italiane". Poi aggiusta il tiro e precisa a scanso di equivoci: "Loro non vogliono comprare tutto: vogliono tenere De Laurentiis così come vogliono tenere me. Gli sceicchi entrerebbero con delle quote, anche di maggioranza, ma sempre tenendoci dentro perché siamo imprescindibili per portare avanti un sistema societario. Se ho presentato io gli sceicchi a De Laurentiis? No. Ce ne sono tanti, non solo i miei."
Il presidente ricorda anche che i petrolieri hanno dato una grossa spinta a club non certo di prima fascia, ma adesso competitivi a livello internazionale e cita esempi illustri: "E' quasi necessario se vogliamo competere a certi livelli. Basti pensare a quanto è accaduto in Inghilterra nel Chelsea e nel Manchester City, in Spagna nel Getafe e nel Malaga, in Francia nel Paris Saint Germain: se uno oggi ha l'ambizione di lottare per lo scudetto, deve portare il proprio fatturato al livello delle grandi. Il Napoli, ad esempio, fattura 110-120 milioni di euro all'anno, la metà rispetto alla Juventus, una volta e mezzo in più rispetto al Palermo. Se gli azzurri vogliono vincere e competere per il tricolore, devono colmare quel gap".
Consigli quindi, e neanche tanto velati, ai cugini azzurri, tentati dalle sirene provenienti dal Medio Oriente, un invito ad avvicinarsi alle big del calcio italiano e un augurio per la vittoria finale nella Coppa Italia.

6.2.12

F2012


video

E' stata presentata, il 3 febbraio alle 10:00, la nuova Ferrari. La presentazione è avvenuta via internet causa maltempo. La 58° monoposto è stata criticata per l'aspetto, soprattutto per il gradino sul musetto. Tutti, in casa Ferrari, si augurano che questa sia la macchina del riscatto, per tornare competitivi e puntare al mondiale.

Ufficiale: Daniele De Rossi rinnova con la Roma fino al 2017

De Rossi romanista fino al 2017
Alla fine la storia si è conclusa, come solito nelle favole, con un lieto fine, il centrocampista azzurro Daniele De Rossi ha sottoscritto un contratto quinquennale con la Roma (fino al 30 giugno 2017), con un ingaggio di 10 milioni lordi a stagione (5,5 netti più eventuali bonus legati alle prestazioni). Il contratto non prevede alcuna clausola rescissoria, quindi il centrocampista romano sarà giallorosso pressoché a vita, inoltre la società sfrutterà i diritti di immagine di De Rossi al 50%.
Il calciatore, soddisfattissimo dell'accordo raggiunto, lo commenta così: "E' stata una scelta di cuore ma anche di testa. Quello che mi ha spinto è la passione per questa squadra e questa gente. Mi sono reso conto che quello di cui ho bisogno sta qui. Ho bisogno della Roma per giocare in un certo modo. C'è componente affettiva, ma credo nel progetto e non sono qui per fare il turista e ammirare il Colosseo".
Poi il mediano ricorda l'importanza dell'allenatore Luis Enrique in questa sua scelta: "Il mio amore per questa squadra va al di là di dirigenza o allenatori ma Luis Enrique è stato fondamentale. Ha riacceso la fiammella di cui hanno bisogno tutti i giocatori. E’ l’allenatore migliore con cui sia mai stato, a livello tattico, di ritiri. Ogni suo atteggiamento mi trova sulla sua lunghezza d’onda e non è poco anzi. Lui mi valorizza, mi dà responsabilità. A me piace stare in mezzo, giocare tanti palloni, non fare il compitino”.
Infine il discorso si sposta sul capitano giallorosso, Francesco Totti: "Totti? Mi ha lasciato sempre libero nella scelta. Non mi ha mai pressato più di tanto. Per me è stata importante la sua testimonianza di uomo sereno e felice a Roma. Credo che, pur senza battere tutti i record - perché credo sia per sempre irraggiungibile Francesco -, fare il suo percorso ed essere ancora l’uomo più amato... ci metterei una firma. Lui ha uno scudetto che a me manca, che è la vera spinta che ho. A Roma si può essere grandi senza scudetti o medaglie, ma ho una grande voglia di mettere qualcosa in bacheca".

Nuova privacy di Google non convince la UE

La commissione europea vuole essere certa che le nuove regole sulla privacy di Google non infrangano qualche legge in vigore nella comunità.
Ricordiamo che Google prevede con questo ammodernamento di unire tutti i documenti sulla privacy dei vari prodotti utilizzati in uno unico, a Marzo.












La situazione è quindi in mano all' Article 29 Working Group, il gruppo indicato per la privacy da parte della UE, e la notizia è stata commentata positivamente da Viviane Reding, Vicepresidente per la UE e commissaria, che afferma:"Abbiamo bisogno di avere una chiara e forte applicazione delle norme sulla protezione dei dati ovunque in Europa, così come serve una certezza legale per cittadini e aziende. Perciò la Commissione europea chiede alle autorità europee per la protezione dei dati di assicurarsi che la nuova policy di Google sulla privacy rispetti pienamente la legge europea".

5.2.12

Serie A 2011/2012, 22a giornata: Roma-Inter

E' questo uno dei due big-match di questa giornata di campionato, che si gioca per 8/9 alle 15.00 di Domenica 5 Febbraio 2012. I nerazzurri vengono dall'incredibile 4-4 con il Palermo, i giallorossi cercano riscatto dopo la sconfitta 4-2 a Cagliari. La squadra di Luis Enrique comincia subito sull'acceleratore, mettendo in affanno l'Inter. Subito Gago serve Borini, che però non inquadra lo specchio della porta. Ci prova anche Daniele De Rossi (che per il momento è ancora a Roma nonostante il rinnovo non arrivi) di testa, ma non c'è precisione. Al 12' grande palla-gol: Totti inventa un grande assist di tacco per l'inserimento di Lamela, che nel tentativo di passaggio trova invece un tiro sul quale Julio Cesar è bravo. Prosegue l'azione, ancora Pjanic dalla stessa posizione, trova ancora l'opposizione del portiere brasiliano. E' il preludio del gol, che arriva un minuto dopo: ancora Totti da calcio d'angolo, si eleva Juan, che di testa non da scampo a Julio Cesar per l'1-0. Secondo centro consecutivo per il difensore connazionale del portiere interista, sempre di testa su assist di Totti. L'Inter reagisce solo con il tentativo di Diego Milito, il quale destro a giro è bloccato in maniera agiata da Stekelemburg. La squadra di Ranieri, comunque, continua a subire la grande prestazione dei romani ed è davvero irriconoscibile. Si susseguono i tentativi giallorossi, che non trovano difficoltà ad ammaestrare la partita, ma le conclusioni di Miralev Pjanic, capitan Totti e Erik Lamela di testa non vanno a buon fine. Ancora una volta, però, un grande lampo di Pjanic sorprende la retroguardia nerazzurra: al 41' il bosniaco lancia Borini in profondità, il giovane e promettente centravanti azzurro rientra eludendo la chiusura di Samuel e infila l'estremo difensore con il destro. Finisce il primo tempo 2-0 per la Roma, davvero brillante, mentre l'Inter appare spenta e scioccata dal doppio svantaggio. Ranieri cambia subito ad inizio ripresa, toglie Samuel e Pazzini e mette nella mischia Cordoba e Poli. La partita, però, non da risultati positivi per gli ospiti, anzi la Roma dilaga ulteriormente. L'assist-man è diverso, il finalizzatore lo stesso, l'esito non cambia. Juan pesca in posizione regolare ancora Fabio Borini, che addomestica il pallone e batte per la seconda volta Julio Cesar, realizza il 3-0 al 49' che di fatto chiude il match. Da questo momento è solo dominio territoriale e del gioco della squadra di Luis Enrique, poiché l'Inter non mostra il minimo cenno di reazione e non si affaccia mai in avanti. Non si registrano particolari occasioni, fino all'89': Bojan Krkic sguscia al limite dell'area tra i difensori, poi lascia partire un gran destro ad incrociare, con il pallone all'angolino. Finisce in goleada per la Roma, passivo pesantissimo e difficilmente digeribile per l'Inter. Sicuramente questo 4-0 dovrà far riflettere Ranieri sui limiti che la difesa sta dimostrando, soprattutto se si considera che l'Inter (dopo che sembrava avesse trovato una solidità anche dietro durante la lunga striscia consecutiva di vittorie) ha subito 8 gol in due partite, ovvero una media di 4 a match, e 9 nelle ultime 3, ovvero 3 reti subite ad incontro. Con questi numeri, l'Inter si può scordare di rientrare nella corsa scudetto, che ora come mai sembra indirizzata a le due in cima, ovvero Juventus e Milan.

Rugby: Francia-Italia

Debutto con sconfitta per il nuovo allenatore francese Jacques Brunel sulla panchina italiana. Già al 10 minuto i Francesi passano in vantaggio, 3-0 dopo una punizione guadagnata in contropiede. Buona risposta dell'Italia al 18° che si riporta in parità sempre su calcio di punizione. Il vantaggio dura poco, infatti dopo solo 4' la Francia realizza una meta, sfruttando un buco nella difesa italiana, realizzando il calcio di trasformazione si portano 10-3. Al 28° l'Italia accorcia le distanze, con Burton che trasforma un calcio di punizione, il punteggio ora è 10-6. A 5' dal termine i francesi realizzano una meta, che però non viene trasformata, al termine del primo tempo il punteggio è in favore dei Francesi, 15-6. Nel secondo tempo Burton spreca un calcio di punzione, troppo corto, ma ne realizza un altro, 15-9 al 46°. Francesi che non stanno a guardare e realizzano una meta e un calcio tra i pali, ora sono in vantaggio di 14 punti. Gli Italiani provano a reagire, ancora 3 punti su punizione, ma la Francia realizza un'altra meta, non trasformata. L'Italia è partita bene, ma i piccoli errori sono stati sfruttati appieno dai Francesi, vice-campioni del mondo. L'Italia è rimasta in partita solo nel primo tempo, nel secondo i Francesi hanno dilagato.